Provando a mettere in linea pensieri che formino discorsi plausibili

Eccomi

Utente: digiacomopietro
Nome: Giannantonio
Qualcuno che cerca di essere chi vorrebbe essere. In cammino per raggiungere la realizzazione personale, col rimpianto dei se e dei forse, verso mete fin'ora solo desiderate.

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lunedì, 02 novembre 2009

Per un brevissimo istante ho intravisto un frammento del mio futuro.
Avverto tensione nell'aria. Mentre sembra che il mondo inizi ad andare lentamente alla deriva, la natura comincia a vendicarsi. L'Uomo regredisce a stati primordiali, tornando ad essere non più predatore, ma preda, vittima delle sue stesse azioni.
Il mondo reale è più complesso di quanto un persona possa capire nel corso della propria vita.
Sarebbe meglio che tutte le idee si amalgamassero in una sola grande scintilla esplosiva, ma quello che ho già scritto si è parzialmente dissolto tra i cristalli liquidi.


Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines

Postato da: digiacomopietro a 03:11 | link | commenti

venerdì, 30 ottobre 2009

Non è colpa mia se sono così, almeno non del tutto. In vita mia ho fatto una infinità di scelte, ho preso innumerevoli decisioni, ma non sempre con un esito, personalmente, positivo o giusto.
Tutto quello che mi è capitato in ventiquattro anni sarà pur avvenuto per un motivo, secondo la logica onnisciente di un progetto superiore. Un Uomo non può avere sotto controllo qualsiasi cosa che lo circonda, per ovvi limiti materiali. Allora mi chiedo, se davvero esiste qualcosa al di sopra di noi comuni mortali, patirà sentimenti simili alla natura umana, avrà pianificato già tutto fino alla fine dei tempi?
Ammetto che è deprimente credere che gli avvenimenti si rincorrano casualmente, senza un motivo determinante ed uno scopo concatenante. Se così fosse, tanto vale infischiarsene delle conseguenze delle proprie azioni, pensando che al termine dell'esistenza nulla avrà più valore.
Oppure il Destino ha già pianificato tutto, ognuno è venuto al mondo con uno scopo, una metafisica ed inconsapevole missione da portare a termine.
Eppure adesso mi trovo qui, guardando al passato, analizzando il percorso, qualsiasi tappa, qualsiasi evento, realizzatosi o solo desiderato senza successo.
Riassumendo le argomentazioni il dubbio maggiore è quale sia lo scopo reale, presupponendo che ci sia, della mia esistenza. Ho accumulato un bagaglio di esperienza notevole ma non completo. Ho ancora voglia di approfondire il fantastico racconto della vita, conosco l'esistenza di gioie e dolori non ancora patiti.
Nonostante ciò, se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso.


Negl'anni ho cucito un abito su misura, a volte realizzando un prodotto di alta sartoria, in altre occasioni sistemando al meglio gli strappi. Ora che il lavoro sarebbe quasi ultimato, mi accorgo che il risultato mi sta stretto e in alcuni punti è ridotto a brandelli.
La prigione più atroce per un idealista sognatore è una vita in un mondo votato alla mercificazione dell'anima, alla vitale importanza attribuita alla ricchezza materiale.

Postato da: digiacomopietro a 05:21 | link | commenti

giovedì, 22 ottobre 2009

La dialettica del nonsense mi ha preso di mira. Dalle mie sinapsi escono caratteri in libertà vigilata.
Mi rassegno desolato.


Ci sarà pure un pensiero in linea retta che valga la pena di essere trascritto. Le molte facce del mio IO non riescono a stare dietro a sè stesse. Sempre più spesso penso che ci sia qualcosa dentro di me che è sbagliato e non ha limiti, finendo per perdere di vista ciò che mi circonda.
E ancora mi stupisco del fatto che una parte del mio Essere sia sintetizzata da due righe su un pezzo di coccio.

Postato da: digiacomopietro a 04:54 | link | commenti

lunedì, 19 ottobre 2009

Per cominciare, metto su la solita colonna sonora. Il genio e la sregolatezza, il dolce e l'amaro.

Da qualche tempo faccio sogni strani e in alcuni di questi c'è mio padre. In altri passo splendidi momenti con ragazze bellissime che mutano continuamente aspetto. Non so cosa voglia dire con questo il mio subconscio.
Non ho molte idee per la testa, non sono riuscito ad imprimere momenti illuminati dall'idea di una frase che avesse il suo fascino. Per una lunga serie di circostanze, solo pochi frammenti di pensiero non si sono dissolti al giungere del nuovo giorno. L'alba, amica e compagna, è stata un dèjà vu mancato. Spesso, vedere sorgere il sole, sentire la città che si anima, provoca in me brevi momenti di luminosità, di pace interiore. Ma poi, tutto si perde nel caos della vita moderna. Avverto l'incessante bisogno di tanti esseri umani di fuggire via dalla routine.
Morale della favola, non ho la benchè minima idea di cosa scrivere, il cursore lampeggia freneticamente, affamato di caratteri, forme, luci ed ombre.


Per fortuna, un pipistrello mi ha ricordato di lasciare due righe per qualcuno per cui valga la pena in questi attimi intellettuali.

Postato da: digiacomopietro a 01:37 | link | commenti

giovedì, 16 luglio 2009

La verità è che fa troppo caldo per pensare o forse che non è abbastanza tardi.
Non riesco ad esprimermi al meglio, la lontananza, almeno in modo temporale, si riduce ogni attimo di più.  Come ho già detto, o meglio scritto, "Oggi la mia testa è stata altrove, la mia musa ne ha fatto parte solo per pochi istanti. Più o meno inconsapevolmente sono già proiettato al ritorno". Di cose ne ho scritte diverse negli ultimi mesi.
Fortunatamente la mia testa ha iniziato a girare a ritmi più lenti o forse è solo la stanchezza che si fa sentire. Con le gambe a pezzi dopo una partita sotto il sole, con l'umidità che ammazza e le ginocchia sbucciate come un marmocchio di tre anni.
Vorrei tirare le somme di quello che accademicamente è stato l'anno appena trascorso, però qualcosa dentro mi dice che non è il momento. Avrò di che pansare durante la notte in treno che mi separa dal mio mare e dalle mie montagne.
Ogni volta che mi torna in mente un ricordo rispolvero una tessera del puzzle. Qualcuna più scolorita di altre, e qualcuna che era meglio lasciare al suo posto. Tuttavia, quando si riesce ad incastrare un tassello del tutto nuovo, è sempre una sorpresa vedere una piccola parte dell'immagine generale prendere forma, anche se siamo del tutto consapevoli di quale sarà l'immagine completa.


Riempio il bicchiere di ricordi, brindo, rallegrandomi dei buoni e maledicendo i cattivi

Postato da: digiacomopietro a 02:29 | link | commenti

sabato, 11 luglio 2009

Avrei voluto ubriacare la mia anima, avrei dovuto annichilire i primi cinque sensi e rimproverare educatamente il sesto. Col senno di poi si fa tanta strada quanta se ne può vedere in un giorno di nebbia.
Sento molta energia dentro, così tanta da alimentare da mesi l'enorme centrifuga in cui si è trasformato il mio cervello, ma non riesco ancora a liberarla o a convogliarla in una direzione che potrebbe essere definita "corretta".
Vivere da adolescenti con le responsabilità che si addicono ad una persona adulta si scontra inevitabilmente con l'effimero valore che ognuno dovrebbe dare alle proprie azioni.
Intravedo una vena critica, intrisa con il cinismo per un mondo che va sempre più allo sfascio, dove per essere sé stessi bisogna nascondere la propria natura con una maschera. Provo ad indossare il vuoto con classe.
Nonostante tutto continuo ad avere rancore nei confronti di Immanuel Kant, nei confronti della sua convinzione che il trascendentale abbia così tanta importanza per l'empirico. Non sono d'accordo, non si può aspirare alla perfezione morale presupponendo di non poterla mai raggiungere, sapendo che esiste la natura umana che ci tiene incatenati a noi stessi. E tutto sommato, Immanuel Kant ci ha fregati, "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me" e la prospettiva di eternità tutta per lui.
Una sostanza leggera che solletichi la gola e alleggerisca la testa. Chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche, il pensiero come l'oceano non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare. Così stanno bruciando, uccidendo, umiliando, piegando, fottendo il mare.


I giovani sono il futuro, gli anziani sono il passato, ma se chi sta nel mezzo non riuscisse a trovare il presente?

Postato da: digiacomopietro a 15:35 | link | commenti

domenica, 28 giugno 2009

anche centocinquant'anni fa si poteva stare così
probabilmente la vita allora era diversa e non ci si pensava
tutto sommato, però, i cambiamenti sono inevitabili
ma soprattutto gli ideali sono gli ultimi a morire
come i sogni
oppure sono la stessa cosa

Postato da: digiacomopietro a 02:24 | link | commenti

mercoledì, 17 giugno 2009

L'arte è qualcosa di stupefacente, consente di esprimere sentimenti e sensazioni del tutto uniche. Forse, però, è proprio questo il suo limite. Non si può descrivere oggettivamente un qualcosa di tanto soggettivo, che appartiene così tanto all'animo di un singolo Io. Non capire il significato di un quadro, la passione di una poesia o semplicemente il testo di una canzone, sono prove di questa teoria.
Concordo sul fatto che l'arte sia un'imitazione, effettivamente è così, se si pensa che non è possibile descrivere un attimo talmente fugace di una scintilla, di una emozione istantanea. Persino scrivere in questo momento, dare corpo ad impeto improvviso, risulta difficile, le idee iniziali evaporano come neve al sole.
Ma, in fin dei conti, ognuno esprime ciò che ha dentro di sè con la propria arte, anche un proverbio dialettale, ad esempio "Ognun all'arta sè", é una forma d'espressione.


Che sia censurata l'espressione umana, però, è tutt'altra storia, figlia dell'ignoranza e dell'ipocrisia.

Postato da: digiacomopietro a 03:41 | link | commenti

giovedì, 28 maggio 2009

Una delle cose che mi affascina di Hemingway è il fatto che prendesse sempre nota sul suo moleskine. In generale ho sempre pensato che gli scrittori bravi debbano prendere appunti, dai quali trarre idee per successive scritture.
La memoria è fallace, influenzata da fumi mistici perde il proprio orientamento, ritrovandosi smarrita nei deliri collaterali dell'insostenibile. Così, discorsi che sembravano leciti diventano lontani echi di un momento che è stato.
Queste righe non sono altro che un pretesto di longevità della potenza divenuta atto, sospesa tra impulsi elettrici come un granello di polline nella brezza mattutina. "One of these mornings you're gonna rise, rise up singing"

Postato da: digiacomopietro a 06:08 | link | commenti (1)

mercoledì, 27 maggio 2009

Sono convinto che si tratti di una parte diversa del mio IO attuale. Forse è una fase diversa della mia vita presente.
Kant era arteriosclerotico, con gravi problemi alla memoria, eppure è riconosciuto come uno dei massimi pensatori della storia moderna. Solo lui poteva esporre una teoria trascendentale dello spazio, ma soprattutto del tempo. Lui che in un attimo non avrebbe ricordato nulla di sè e di ciò che lo circondava. Però, è riuscito a farsi conferire, ormai ufficialmente, la prestigiosa fama.
"Il pretesto per approfondire un piccolo problema personale di filosofia, su come trarre giovamento dal non piacere agli altri; come in fondo ci si aspetta che sia."
Il poter sognare avvicina di un piccolo passo la teoria alla pratica. Quello che le mani non scrivono, la mente lo centrifuga in un vortice semiotico. La poesia, la pittura, la musica, la cinematografia e tutta l'arte in generale sono figlie di menti razionali ma al tempo stesso sognatrici.

Postato da: digiacomopietro a 02:48 | link | commenti